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La Menopausa

Donna in menopausa
La Menopausa è la cessazione dei cicli mestruali, in seguito all’esaurimento del numero e della funzione dei follicoli dell’ovaio. A ciò consegue la caduta dei livelli degli ormoni femminili per eccellenza, che sono gli estrogeni. L’età media di insorgenza della menopausa è circa 51 anni, motivo per cui, come è noto, la Donna trascorre mediamente circa 30 anni della sua vita senza estrogeni, essendo attualmente la vita media della popolazione femminile in Italia intorno agli 85 anni. Il periodo che precede l’inizio della menopausa è definito premenopausa e dura dai 3 ai 5 anni con delle variazioni su base individuale. Dopo la menopausa, si distinguono una postmenopausa iniziale (rappresentata dai primi 5-6 anni dopo l’ultima mestruazione) e, successivamente, una postmenopausa tardiva (il periodo dopo i primi 5-6 anni dopo l’ultima mestruazione).

La menopausa, o meglio il passaggio fase fertile-premenopausa-menopausa (detto “Transizione menopausale”) è caratterizzato da sintomi e segni, che già preannunciano quello che sarà il quadro nel periodo menopausale vero e proprio. Infatti, già negli ultimi anni che precedono l’ultima mestruazione ci possono essere irregolarità mestruali (ciclo corto o ciclo lungo, aumento o diminuzione dei giorni di mestruazione); vampate di calore (le famose “caldane”) accompagnate a sudorazioni, specie di notte; disturbi del sonno; alterazioni del tono dell’umore (irritabilità, sintomi di tipo depressivo e/o ansioso, senso di instabilità emotiva); aumento di peso (con tendenza ad accumulo di grasso a livello addominale; cambiamenti a livello cutaneo (minore idratazione ed elasticità della pelle, aumento della formazione di rughe). Tutti questi segni e sintomi si possono avere con maggiore ferquenza ed impatto nella menopausa vera e propria. Un sintomo che si presenta dopo qualche tempo in maniera importante (anche se per alcune donne è un sintomo piuttosto precoce in menopausa) è la secchezza vaginale che, con il passare del tempo colpisce una percentuale sempre maggiore di donne in postmenopausa, creando una situazione di dispareunia, cioè di dolore ai rapporti sessuali, e di aumentato rischio di infezioni vaginali ed urinarie. Altri problemi a lungo termine, cioè che tendono a presentarsi nella postmenopausa tardiva, sono l’aumento delle malattie cardiovascolari, l’osteoporosi ed il deficit cognitivo.

Per ciò che riguarda le malattie cardiovascolari (infarto o ictus), la menopausa è un fattore di rischio, cioè, a parità di età, la donna che è già in menopausa presenta un rischio aumentato di malattia cardiovascolare rispetto ad una sua coetanea che non è ancora in menopausa. L’osteoporosi, cioè la riduzione della resistenza e della massa ossea (espressa come densità ossea quando viene misurata con la mineralometria ossea computerizzata o MOC), con conseguente aumento del rischio di avere una frattura è correlata con lo stato menopausale ed aumenta nella sua gravità con il passare degli anni. Il deficit cognitivo (come malattia di Alzheimer nella sua espressione più conosciuta) tende ad aumentare negli anni di postmenopausa, ed è più frequente nelle Donne che nei loro coetanei di sesso maschile. Per prevenire e/o trattare i problemi connessi con la menopausa e con la postmenopausa si può utilizzare, in assenza di controindicazioni, la Terapia Ormonale Sostititiva (conosciuta come TOS) la quale, oltre a trattare efficacemente vampate, sudorazioni, secchezza vaginale, disturbi del sonno, alterazioni delle pelle, previene il possibile sviluppo della osteoporosi, anche se somministrata primariamente come trattamento per le vampate e sudorazioni.

Per le donne che non possono o non vogliono fare terapia ormonale sostitutiva, ci sono alcuni trattamenti alternativi non ormonali (es. bisfosfonati per il tessuto osseo) che, di volta in volta, possono essere scelti e proposti per venire incontro alle esigenze della singola paziente. Un ruolo fondamentale è quello della vitamina D, per la sua importanza nella prevenzione e nel trattamento della osteoporosi e per il suo possibile ruolo protettivo su latri sistemi ed organi al di fuori dello scheletro,come il sistema cardiovascolare, il tessuto muscolare, il senso dell’equilibrio che viene migliorato dalla vitamina D, cosicchè la paziente tende a cadere di meno e, quindi, a fratturarsi con meno probabilità. Un altro elemento che sta diventando sempre più importante nella prevenzione e nel trattamento della osteoporosi è la vitamina K2, che appare in grado di agire positivamente sulla protezione dello scheletro, mantenendo una massa ed una resistenza dell’osso adeguata a contrastare l’aumento del rischio di frattura in menopausa. Come sempre, lo studio approfondito delle caratteristiche e delle esigenze della singola paziente rappresenta la base per poter istituire un trattamento personalizzato, scegliendo, tra tutte le terapie disponibili, quella più adeguata.